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martedì 2 marzo 2010

Popolo di santi, di preti e di navigatori (on-line)

L'altro giorno, mentre ero a lezione, un mio compagno di corso mi dice:
"Lo sai che hanno arrestato 4 dirigenti di Google (Italia)?"
Subito chiedo:
"Come mai?"
"A causa di un video pubblicato su Google video."
Arrivato a casa accendo la TV e mi rendo conto che la notizia rimbalza più o meno in ogni canale, in ogni parte dell'etere, internet compreso.
Inizio quindi a ricercare qualche notizia in più in modo da avere un quadro generale della situazione che, riassunto, è pressapoco questo:
  1. Nel 2006 alcuni studenti di una scuola torinese hanno caricato, su Google Video, un video dove veniva mostrato chiaramente un episodio di bullismo nei confronti di un ragazzo autistico da parte di alcuni coetanei. (ndr. All'epoca non c'era ancora stata l'acquisizione da parte di Google di YouTube, avvenuta nell'Ottobre dello stesso anno)
  2. In pochissimo tempo il fatto è stato segnalato e denunciato alla polizia locale che ha contattato immediatamente Google Italia, con conseguente rimozione del video.
  3. Normalmente, e su questo si deve poi fare una precisazione, la partecipazione di Google in queste vicende finisce subito dopo l'eliminazione del contenuto illecito dalle varie piattaforme.
  4. Qualcuno, di cui il nome non è reperibile, ha ben pensato di fare causa ai 4 dirigenti di Google per violazione della privacy e diffamazione.
Come indicato nel punto 3, la responsabilità di Google finisce quando viene eliminato il video.
Permettetemi di essere un pelo più specifico.
Gli impiegati di Google non sono tenuti a controllare ogni singolo video che viene caricato su YouTube o Google Video; sono i singoli individui che, se si ritengono offesi da un contenuto, devono notificarlo alla Google, che poi provvederà alla loro eliminazione. Un po' come accade per i gruppi di FB.
Un esempio simile si ha con i video protetti da copyright. E' infatti il possessore di tale diritto che deve farlo valere e notificarne la violazione alla BigG. Se questo non viene fatto i dirigenti non ne hanno colpa, converrete con me.
Detto questo vediamo cosa è successo in Italia dopo ben 4 anni (i miracoli della legislatura).

I 4 dirigenti vengono assolti per concorso in diffamazione, ma vengono accusati per violazione della privacy.
Ed è qui che le cose iniziano a farmi storcere il naso. Tecnicamente, i responsabili di violazione della privacy, dovrebbero essere le persone che hanno caricato il video sulla piattaforma di hosting, e non chi offre tale servizio. Paradossalmente è come se voi affittaste il vostro appartamento a degli spacciatori (senza saperlo) e veniste arrestati per spaccio perché questi spacciano (scusate il gioco di parole) in casa vostra.
Ok, forse la metafora è molto azzardata, ma questa sentenza a mio parere sbagliata, rischia di minare l'essenza stessa di Internet.
Internet è condivisione, è unione, è vicinanza. Tramite internet si possono riunire i pensieri di milioni di persone e creare una idea, svilupparla, realizzarla.
Io sinceramente mi chiedo, inoltre, quanto sia lecito parlare di privacy in questi contesti. Cioè, se ci si preoccupa di quanto legato alla privacy, quanti servizi cesserebbero di esistere? Basta pensare a YouTube, a Facebook, a Flickr e via dicendo. La rete verrebbe pesantemente castrata, fino ad essere completamente snaturata, perdendo, a mio avviso, tutto il suo significato.
Ma come sempre, al popolo della rete l'ardua sentenza...
~Giacomo~

sabato 24 ottobre 2009

Fletto i muscoli...




Silenzio, religioso, perche' qui si parla di maestri. Maestri del fumetto, della storia narrata, delle risate, del divertimento.
Parliamo di Rat-Man, supereroe comune, comune nel senso che e' una persona normale, la cui sfortuna a volte trascende davvero il mitico.
Non e' Bat-Man, con milioni di elementi tecnici ultra elettronici, non e' Spider-Man, con problemi adolescenziali con cui tutti ci possiamo identificare. E' un uomo. O meglio, un ratto dattatamente umano.
Ma Rat-Man non sarebbe nessuno, senza la immancabile presenza del suo autore, che oramai da piu' di 10 anni ne cura amorevolmente le storie, con la formula, oramai dimenticata, del factotum. Leo Ortolani (questo e' il nome del creatore, inchinatevi tutti al suo cospetto) infatti si premura di scrivere, disegnare, inchiostare personalmente ogni storia regalandoci ogni due mesi perle inarrivabili del fumetto italiano. Non ha poi paura di citare, stavolgere, omaggiare (a suo particolare modo) i mostri sacri del mondo fumettistico/cinematografico. Basti pensare alla parodia di 300 dal titolo' "299+1",di cui per altro uscirà entro breve una edizione a colori in formato "wide-comics" (esattamente come quella di Miller), o ai volumi come "Start Rats" o "Il signore dei ratti".
Non mancano gli episodi che parlano del fare i fumetti, del disegnarli, del crearli. Quasi come se il Ratto sapesse di non essere un personaggio reale, quasi come se sapesse che è normale di lui si parli in cartoni animati e fumetti. Ortolani fa tutto questo, ed in modo egregio.
Quando si legge Rat-Man, o comunque cio' che lo riguarda, la cosa prima cosa che accade, normalmente, e' ridere. Ma ridere tanto, di gusto, e poi con ammirazione si notano la bonta' delle storie, la cura dei particolari che Leo ci mette. Nulla è lasciato al caso, nulla è dimenticato. Nelle storie moderne ci sono rimandi a numeri usciti svariati anni fa, i personaggi ritornano ma senza essere mai troppo ridondanti. Ogni personaggio trova il suo spazio all'interno delle storie, ognuno ha una sua storia da raccontare, tanto da rendere importante non solo Rat-Man, ma anche i suoi comprimari, come Brakko, Cinzia, Piccettino, Jordan.
Insomma, una lettura obbligata per chi non lo avesse ancora preso in mano, e un obbligo a continuarne la lettura per chi lo sta gia' apprezzando.


~Giacomo (Fletto i muscoli e sono nel vuoto)~




Di lui hanno detto:
"Rat man e' un idiota"
"Il miglior fumetto di sempre"
"Picchi signora, picchi forte"
"Pronto Ortolani? No qui e' Cantelli"

lunedì 5 ottobre 2009

Un dovuta rettifica...

So che molti di voi non leggeranno il mio blog, e quindi non gliene fregherà niente di quello che sto per scrivere, però mi sembra comunque doveroso correggere un un mio vecchio post, quello relativo ai videogiochi per intenderci. (Clicca qui per leggerlo)
Nel sopracitato articolo menzionavo una rivista, Game Pro, e la indicavo come una fra le migliori sull'argomento.
Lasciando stare che recentemente la qualità del prodotto si era notevolmente abbassata, sono venuto a scoprire di simpatici retroscena, che mi hanno permesso di decidere che non comprerò più questa rivista (anche perchè con il numero 27 chiude). Pronti? Vi siete messi comodi? Iniziamo....
null
Allora tutto inizia con questo articolo di Alberto Eldacar Belli su Eurogamer che getta delle accuse pesanti sul duo Marco Accordi e Carbone:

http://www.eurogamer.it/articles/disinformazione-videoludica-voce-del-blog

Belli contesta punto per punto un’intervista sul Sole 24 Ore a Raul Carbone, dove vengono date delle cifre non corrispondenti al vero (numero degli occupati nel settore videoludico in Italia) e vengono pubblicizzati corsi formativi allo IED e alla IULM dove guarda caso proprio Raul Carbone è coinvolto come relatore.
Belli contesta che non venga citata la AIV (Accademia Italiana Videogiochi) in cui lui è direttamente coinvolto (cit.del Belli)

Citazione:
AIV fa parte del gruppo Elemental che comprende Elemental Publishing, quindi Eurogamer


e sostiene che questo tipo di atteggiamento generi danni economici per l’AIV. E’ giusto ricordare che Raul Carbone fosse uno dei fondatori di AIV stessa.
La discussione nasce quindi per problemi prettamente economici e per interessi personali (giusti o sbagliati non li giudico).

Dopo questo editoriale seguono 267 commenti in cui Belli chiede a più riprese spiegazioni a Carbone per questo conflitto di interesse, ma saltano fuori altre cose interessanti che cercherò di elencare:
- Una delle più interessanti è la AIOMI (associazione italiana opere multimediali interattive), associazione nata con lo scopo di:
Citazione:
promuovere, diffondere e preservare la cultura del videogioco inteso come mezzo artistico di espressione del pensiero oltre che prodotto industriale d’eccellenza.


Da notare le cariche direttive

Citazione:
Presidente - Marco Accordi Rickards
Segretario Generale - Raoul Carbone
Ricordatevi questo indirizzo:

Via Val Trompia, 136 00141 Roma - Italy



Nell’ambito di questa attività di promozione AIOMI “porta” ADNKronos a vedere come lavora un vero studio di videogiochi ma e c’è un ma….il servizio giornalistico viene filmato non in uno studio vero e proprio ma presso Idra Editing, spacciandola per Black Sheep Studios.

Chi è Idra? http://www.idraediting.com/
È in sostanza una società che si occupa di

Citazione:
-editing
Citazione:
- traduzioni
-localizzazione
- impaginazione
- grafica pubblicitaria
- web design
- corsi di formazione
- organizzazione eventi
Quindi come vedete all’epoca del servizio non si occupava assolutamente della realizzazione di videogiochi.

Da notare l’indirizzo:
Idra Editing S.r.l.
Via Val Trompia 136
00141 Roma – Italia

Non vi ricorda qualcosa? Si è lo stesso indirizzo di AIOMI e guarda caso il capo di Idra è proprio Accordi.
Quindi Carbone viene intervistato a casa di Accordi suo socio in Aiomi, uno scambio di favori poco etico.

Qui potete vedere l’intervista completa:

http://www.aiomi.it/web/?s=1

Sorge quindi la prima domanda: perché il servizio non è stato realizzato presso una vera Software house tipo Milestone? Carbone sostiene che ADNkronos stessa avesse chiesto di realizzare l’intervista a Roma per problemi logistici.
Nella stessa intervista vengono nuovamente menzionati solo i corsi IED e IULM e non la AIV.

Da qui botte e risposte tra il Belli e Carbone sul conflitto di interessi e trascorsi vari. In sostanza viene contestato il fatto che IED e IULM siano parte della Filiera e pubblicizzati anche se non hanno ancora ricevuto una certificazione completa da parte della Filiera stessa mentre lo stesso trattamento non viene riservato ad AIV

Riporto qui di seguito le cariche di Carbone
Citazione:
- presidente di Filiera
- fondatore e responsabile di Black Sheep Studios
- segretario generale di AIOMI (che ha sede legale nello stesso edificio di BSS)
- un ruolo a me non del tutto conosciuto in Eve Interactive Studios (che ha sede nello stesso edificio di BSS)
- docente in IED
- un legame (anche qui a me non del tutto noto) in IULM
- condirettore di Wings of Magic
- organizzatore IVDC

In particolare Black Sheep Studios, AIOMI e Eve Interactive Studios hanno tutti la stessa sede che ovviamente poi sono quelle di Idra Editing di Accordi Metalmark.
Si incomincia allora a capire qualcosa di questo benedetto conflitto di interessi, in sostanza chi dovrebbe promuovere il movimento video ludico è come se promuovesse se stesso e non una persona super partes che fa gli interessi di tutti.
A questo punto incominciano anche le accuse ad Accordi per la sua amicizia stretta con Carbone e per il suo pubblicizzare sulle pagine di Gamepro tutte le iniziative gestite dal duo.

Nel frattempo tra i 267 commenti salta fuori questo articolo del 2006:
http://www.rifondazionelazio.it/pdf_version.php?id=1681

Citazione:
Marco, 27 anni e una laurea in Scienze delle comunicazioni, ha fatto lo
stage presso un service editoriale. Sul sito in tre lingue diverse e
con colonna sonora inclusa di Idra Editing Srl c’è scritto: «Idra
Editing è una società moderna e dinamica che offre servizi per
l’editoria specializzata (tradizionale e online) e più in generale per
le aziende private e per gli enti pubblici. L’apporto, creativo e
professionale, di donne e uomini qualificati, motivati e di grande
esperienza ha fatto di Idra Editing una solida realtà, permettendole di
iniziare proficue collaborazioni».
Anche in questo caso ciò che non c’è scritto è che la società è moderna
perché affetta da tutte le malattie organizzative dei nostri tempi e
dinamica perché basata sulla forza lavoro di una schiera di stagisti
che ruotano nella sua unica stanza a 8 postazioni pc ogni tre mesi.
Saranno loro gli uomini qualificati? E se pur lo fossero, saranno
realmente motivati a lavorare sodo, senza riscontri economici? La
storia è semplice. Marco entra alla Idra pieno di speranze. Si occupa
di videogiochi, cinema, fumetti ed effetti speciali. Tutto ciò che lo
ha sempre appassionato. Quelli di Idra sono simpatici e scherzosi e lo
incitano a produrre e a credere in un fantomatico “Idra’s dream”. Marco
però ha un sogno suo. Il contratto e lo stipendio. Passano i tre mesi
di formazione, tutto va per il meglio e arriva finalmente il momento
del colloquio. «Puoi restare qualche minuto in più oltre l’orario di
lavoro?» chiede il proprietario. Lo stagista starebbe lì anche tutta la
notte.
Il service è gestito da tre soci e ci sono due ragazzi fissi che,
dicono, sono assunti con contratti co. co. pro da denucia senza che
loro stessi se ne rendano conto. L’offerta è questa: un aumento di 50
euro ogni mese (geniale trovata dell’incentivo-premio in pieno stile
aziendale) fino ad un massimo mensile di 1000 euro per un full- time.
L’unico “neo” è che il primo mese lo stipendio è fissato a 50 euro, il
che significa che per raggiungere 1000 euro al mese, stipendio
dignitoso per un giovane con famiglia alle spalle, ma non certo
sufficiente per sopravvivere, Marco avrebbe impiegato esattamente 20
mesi, cioè 600 giorni di vita. Il giovane rifiuta ed è fuori. La sua
collega stagista accetta il compromesso ed è una delle prestigiose
firme delle riviste specializzate curate da Idra Editing. Da quel
giorno sono passati circa 10 mesi e lei si è portata a casa 500 euro,
per 8 ore di lavoro dal lunedì al venerdì e nessun benefit o buoni
pasto pagati. Sono piccole storie per piccole realtà. Peccato solo che
siano vere.

ma perché a noi interessa Idra Editing?

Molto semplicemente perché in parole povere è quella che realizza Gamepro, non è Sprea a realizzarla. In parole povere il tutto è stato subappaltato alla Idra di Accordi (più tardi parleremo nel dettaglio anche di questo)

La polemica quindi a questo punto si sposta su Metalmark e la sua Idra che sottopaga i suoi dipendenti .

Ma questo non è l’unico scandalo che sta uscendo: ad un certo punto il Belli buttà lì che sulle pagine di Gamepro stava per finire il codice IBAN per le “donazioni” alla AIOMI, cioè la testata veniva usata per raccogliere fondi per la propria (di metalmark) società.
Per fortuna in Sprea c’è qualcuno che ragiona e blocca il tutto e infatti il Toso scrive
Citazione:
Sulla questione IBAN, sono d'accordo con te, e io, sfogliando le ciano, l'ho interpretata come una caduta di stile, una roba che era sicuramente meglio evitare. E, al di là di tutto, si è evitata. Solo che, ma capisco essere questo un dettaglio da poco e non il fulcro della questione, se ne accorse Paglianti, che mostrò la cosa a Stefano. Poi, magari, anche in questo caso ricordo male e gg
a questo punto è bene riassumere ancora una volta la situazione e le accuse rivolte:
Citazione:
1. Intervista ADNKronos visibile sul sito di filiera: completamente falsa. Non è una software house ma IdraEditing. Le persone riprese non sono programmatori ma i giornalisti del service. Francesca Noto non è una sceneggiatrice ma l'amministratore di Idra.
Il gruppo BlackSheep non esiste: non ha assunti, non produce fatturato, non produce titoli da 5 anni. Il master IED "vagliato e comprovato" non è ancora mai nato ed è un corso da cui guadagnerà solo Carbone che, in veste di presidente di filiera parla solo di BlackSheep e IED, in perfetto conlfitto di interessi.

2. Intervista al Sole24Ore: Numeri completamente falsi per l'industria. 1500 assunti e altri 1500 assunti ogni anno per 5 anni consecutivi! Stipendi che vanno dai 1500€ ai 3500€! Anche quì, unico corso "vagliato e comprovato" è sempre il suo che non è mai partito. Oltre al conflitto di interessi ci sono gli estremi, che perseguiremo, per una denuncia alle associazioni dei consumatori.

3. Affermazioni Presidenziali: finanziamento da 800.000€ - team da 25 persone - titolo MMO in uscita a Natale per BlackSheep tutto finto. Continisio lavora in BSS e non ha potuto rispondere a nessuna di queste affermazioni presidenziali perchè "completamente false". Continisio attualmente lavora in IdraEditing (che continua ad essere spacciata per BSS) e dei suoi 24 colleghi non vi è ancora traccia.

4. Trasparenza dell'affiliazione in filiera: i requisiti per accedere sono l'aver prodotto almeno 2 giochi per PC o 1 gioco per Console. In filiera vi è anche EveInteractive che ha all'attivo un solo sito web (rotto) e basta. Sempre per coincidenza EveInteractive è di Carbone.

5. Conflitto di Interessi: la sede di AIOMI coincide con quella di BlackSheep che coincide con quella di EveInteractive. La sede di sviluppo del gioco (fantomatico) coincide con quella di IdraEditing i cui giornalisti si sono prestati alla pantomima. Sempre per coincidenza le prime due uscite nazionali del presidente trattano di affari pertinenti unicamente alle sue società.

6. Impossibilità di comunicazione: fatto presente il grave danno prodotto dalle affermazioni del presindete nessuno della filiera è corso ai ripari ripristinando una comunicazione CRISTALLINA e CORRETTA. Ad oggi NESSUNO ha saputo dare alcuna risposta (se si escludono i menefreghisti).

7. Comunicazione falsata: I prodotti che fanno bella mostra di se nel sito BlackSheep non sono videogames, ad esclusione di FinalJustice (che è di Ludonet spa e non di BSS) ed il Rosso e il Nero (mod del gioco di Ludonet).
L'unico altro gioco è stato completato da AIV (Iconoclast game). Tutti gli altri sono dei fake o, nella migliore delle ipotesi, giochi in flash.

A questo punto però la discussione si sposta su Gamepro perché nel frattempo si viene a sapere che il numero 27 sarà l’ultimo.

Dopo la disperazione iniziale per la dipartita dell’ennesima rivista dalle edicole e successivi post celebrativi e di adulazione nei confronti di metalmark da parte di lettori ignari, salta fuori sul blog di Zave (alias Mattia Ravanelli) questa denuncia di un ex collaboratore di Accordi:

http://zzavettoni.wordpress.com/2009/09/25/game-pro-una-storia-vera-1/

in sostanza viene ribadito il concetto, dopo l’articolo di Liberazione di cui sopra, che Metalmark non paga i collaboratori proponendo mari e monti. A dichiararlo è uno degli stessi collaboratori

Se prima la discussione toccava marginalmente i semplici lettori perché sembrava più una discussione-regolamento di conti tra addetti ai lavori, questa “tanica di benzina” fa infiammare tutti per bene.
Si viene a sapere che la rivista veniva realizzata con un budget di 3200€.

Vi invito a leggere l’articolo sul blog.

Come se non bastasse tra le tante firme storiche che intervengono, mi risponde Gorman ex direttore storico di un tot di testate ma soprattutto di Videogiochi (IMHO una delle migliori) che mi spiega come Accordi mette su Gamepro:

Citazione:
Su come siano andate le cose nel passaggio fra Videogiochi e Game Pro… io ho già scritto. E lo riporto qui sotto. Se qualcuno mi vuole smentire può provarci.
“proporsi per realizzare una rivista, giocando sui costi, quando il direttore responsabile della stessa (che come normale ne ha selezionato il team redazionale) è assente per malattia, contribuendo a decretarne la chiusura da parte dell’editore.”
Quoto anche un intervento del Belli per far capire che anche lui non è del tutto estraneo a certi comportamenti

Citazione:
il prezzo di Game Pro si è abbassato anche forse perchè, IO, per non vedere più strumentalizzata una rivista che a noi causava problemi più o meno diretti, con le palle fracassate, un bel giorno ho detto: "facciamo il conto di quanto si può tirare sul prezzo per fare il service a Sprea". Pur di toglierla dalle mani di chi la utilizzava per i propri affari e ci arrecava danno usandola da grancassa. Aggiungo: la cifra iniziale che Sprea pagava la conoscevo perchè quando ci fu l'ufficializzazione di Game Pro, io ero a cena a festeggiare con Accordi in un bel ristorante, sono stato il primo a sapere del passaggio e dell'accordo. All'epoca ancora gli servivo e su GP c'ho scritto gratis per un sacco di tempo.

Siamo partiti direttamente dal minimo: 3500 Euro. Più di quello (che equivale a 3 stipendi per le 3 persone a 1200 Euro che avrebbero dovuto tradurla) non si poteva scendere. Fine. Punto. Ecco come si si è arrivati. A dirla tutta, avevamo proposto a Sprea PURE di mettere la rivista sugli invenduti del nostro network (per un valore di altre svariate migliaia di Euro). Alla fine, pur di levargliela, E-P pagava di suo, ma sicuramente le 3 persone che avrebbero seguito il magazine avrebbero avuto il giusto trattamento economico.

Spero di non avervi ammorbato troppo. Saluti a tutti!
~Giacomo~

lunedì 13 luglio 2009

Facciamo come i nostri maturandi/maturati...

... e scriviamo il nostro bel tema su Facebook. Magari senza scendere in banalità, che credo sia una cosa abbastanza facile.
O semplicemente lasciando fluire quello che mi viene in mente, che chissà, forse ne esce qualcosa di buono.

Io uso facebook. Lo uso quasi tutti i giorni. Mi piace un sacco mettere su le foto, e "taggare" gli altri, vedere i loro commenti. Mi piace un sacco creare degli eventi, e vedere un po' quello che hanno fatto gli altri attorno a me. Forse lo si fa per sentirsi un po' meno soli, o forse perchè, diciamolo, ci piace che gli altri vengano a ficcanasare nei cazzi nostri. Vogliamo essere al centro, e farci vedere, da tutti. C'era già YouTube, che ci dava i nostri bravi 10 minuti di celebrità, ma evidentemente non era abbastanza. "No, non capisci. Facebook ti permette di rimanere in contatto con tutte le persone che avevi perso di vista." possono ribattere sicuramente i più furbi. Su questo sono d'accordo. Ma fino ad un certo punto. Voglio dire, passi per quegli amici che abitano in America, in Katanga o nei Territori del Nord Ovest. Ma quelli che sono già vicino a noi, quelli che magari abitano nella nostra stessa città, se li abbiamo persi di vista ci sarà stato un cazzo di motivo no? Io vi rispondo "Facebook ti permette di tornare a farti rompere i coglioni da persone che 15 anni fa avevano smesso di farlo!!" Ribadisco che nel suo piccolo è una rivoluzione, magari utilizzi FB per evitare la censura imposta dal regime del tuo paese (cosa vera e documentata); o magari scopri che fine ha fatto la ragazzina del primo banco che ti piaceva tanto...Quindi perchè no, usiamolo, ci piace, è cool. Scriviamo sul Wall del nostro amico che è un grande, o che è un grande stronzo. Ma dico io...possibile che tramite i messaggi lasciati sul "Muro" noi possiamo farci delle idee sullo stato d'animo degli altri? Mi spiego.
Andrea (nome fittizio) scrive "Andrea oggi è incazzato nero, con te." Lasciamo stare le ovvie implicazioni che ha quel te, volutamente lasciato vago, per fare intendere "a chi deve" che lui è incazzato. Ovviamente a seguito di questo stato fioccheranno commenti del tipo "Ma noooooo, con chi?" oppure "Sono d'accordo, non doveva comportarsi così." o "Incazzarsi è sbagliato, non fa bene" o ancora "Scusami, non dovevo comportarmi così." Ma vi rendete conto?
1. Se hai dei problemi con una persona, ci parli, e non deleghi i tuoi malcontenti a 140 caratteri di una frase.
2. Ma la gente che commenta, perchè non ti chiama a casa? Perchè non sente dalla tua voce come stai?
3. I tuoi amici (ammesso che tu abbia solo amici reali su FB) che ti commentano, si preoccupano solo quando leggono il tuo cazzo di stato?
Se non le avete provate queste cose, sappiate che c'è un sacco di gente che si preoccupa e vi chiama a seguito di quello che legge. Non potevano chiamarti, tipo periodicamente, per fare 4 chiacchiere e magari perdere 5 minuti per sapere come state? (in modo reciproco, si capisce)
E poi tralasciamo che molti si insultano lasciandosi messaggi sui rispettivi Wall.
Senza poi contare che quando hai 400 "amici" dubito che la maggior parte di questi possano effettivamente esser definiti tali.
Ricordo che io FB lo uso molto, e gli sono anche molto riconoscente, ma queste cose che scrivo sono davvero successe; ne sono testimone. Non dico che dopo questo articolo dobbiate necessariamente cancellare il vostro account, ma spero che vi abbia fatto pensare. Perchè anche se l'idea alla base di FB è ottima, siamo noi a doverla usare nel modo più opportuno!
~Giacomo~

venerdì 3 luglio 2009

A una settimana dalla scomparsa..

...mi sembra giusto e corretto ricordare il Re indiscusso del pop, Michael Jackson.

Preciso che non sono mai stato un super fan di questo artista, in casa ho solo l'album Thriller (rigorosamente NON comprato in questi giorni), ma ho sempre apprezzato alcune delle sue canzoni e soprattutto il suo modo incredibile di ballare e muoversi sul palco. Non sono qui per parlare della persona, ma per celebrare l'artista che era questo fragile uomo. Almeno personalmente a me ha sempre dato l'idea di una persona fragile, di una sorta di ragazzino eterno. Sulle accuse di pedofilia si è già detto troppo e tanto, e lasciatemi dire che non credo alle notizie di questi giorni del tipo "Non mi ha mai toccato, è stato mio padre ad obbligarmi a dirlo", secondo me sono solo degli sciacalli che vogliono vivere della sua gloria riflessa. Voglio solo ricordarlo per le canzoni che ha fatto, per i fantastici Videoclip (perchè nel suo caso ci vuole la lettera maiuscola) che ci ha lasciato. Ci ha fatto emozionare con brani del calibro di "We are the world" (scritta con Lionel Richie) o ancora "Heal the World" o "The earth song", oppure ci ha fatto ballare con "Billy Jean", "Thriller", "Black and White".
E di questo mi sembra giusto ringraziarlo. Inoltre, girovagando per la rete ho visto un video, che allegherò di seguito, a mio parere credibile (mi sono documentato in merito) che spiega l'eccessivo schiarimento della pelle di Jacko.

"Si è schiarito la pelle, ha fatto innesti di pelle bianca, ha usato creme schiarenti”, si è detto di tutto, ma credo mai la verità.

Esperti e non solo hanno ammesso che schiarisi la pelle con creme o interventi è praticamente impossibile, ma allora perché ancora oggi quando si parla di Michael Jackson lo si definisce l’unico nero capace di essere diventato bianco?

Il colore della sua pelle era nero, perchè adesso invece è bianco? Tra i fans è una cosa nota: Michael soffre di vitiligine. Ma ancora oggi ci sono persone che non sanno cosa sia esattamente questa malattia o ne ignorano l’esistenza così da dare modo ai media di speculare fino all’ipossibile su un mistero che è facilmente risolvibile.

E qui cito..."La vitiligine ("leukoderma") è dovuta dalla distruzione, per cause non note, di particolari cellule che hanno il compito di produrre la sostanza scura, chiamata melanina, che colora la pelle. Caratterizzata da chiazze color bianco-latte prive di melanina, la vitiligine colpisce donne e uomini senza distinzione di razza, nazionalità e origine, non è dolorosa e nemmeno contagiosa, ma può essere ereditaria nel 40% dei casi. Non se ne conoscono ancora le vere cause, ma i motivi potrebbero essere moltissimi. E' stato calcolato che il disagio colpisce l'1% della popolazione mondiale e compare in genere prima dei 20 anni di eta'. Michael Jackson ha cominciato ad avere i primi sintomi proprio in quegli anni. Si può presentare in macchie limitate solo ad alcune zone, ma nella maggior parte dei casi si estende su tutto il corpo: le parti più colpite sono il volto, il collo, il torace, la schiena, i polsi, le caviglie ed anche i genitali. La vitiligine non è una malattia pericolosa, ma è fastidiosa da un punto di vista estetico soprattutto quando si presenta su parti del corpo esposte come volto, collo e mani. Naturalmente chi soffre di questa forma di dermopatia deve prestare attenzione all'esposizione ai raggi solari, poiché essendo le zone colpite prive di melanina, il rischio di scottature è elevato. Michael non si ripara quindi dal sole per chissà quali assurdi motivi, ma semplicemente per premunirsi da eventuali scottature.

"Inizia spesso con una rapida comparsa delle macchie bianche, con cui spesso fa seguito un periodo anche abbastanza lungo in cui la malattia non peggiora. Il ciclo puo' ripetersi più volte ed in casi rari si puo' arrivare alla completa perdita di melanina, infatti spesso la malattia è progressiva come nel caso di Michael Jackson e non solo. La malattia non provoca, in genere, decolorazione di peli, dei capelli o degli occhi. E' molto raro che una persona colpita da vitiligine possa riacquistare spontaneamente il colore normale della pelle. Per migliorare o nascondere le macchie che interessano il viso la soluzione è il camouflage o "trucco terapeutico". Proveniente dagli Stati Uniti utilizza cosmetici fortemente coprenti con una permanenza di 24 ore. Svelato il mistero perché Jackson non abbia mostrato mai segni evidenti di questa malattia in pubblico, fino a quando non ne parlò apertamente nel talk show di Oprah Winfrey nel 1993."

In ogni caso, ancora una volta, voglio ricordare l'artista e ringraziarlo per tutto quello che ci ha lasciato, sperando che adesso possa davvero fare il suo Moonwalk lassù, nel cielo.
~Giacomo~

P.S. Al solito il video che mi ha fatto pensare lo allego in fondo.

domenica 24 maggio 2009

Castelli di pensieri che cadono in un immenso fragore. (dal mio vecchio blog)

Mi sono sempre ritenuto una persona che pensa troppo, sai? Dovresti già capirlo dal fatto che stai leggendo un blog in cui io esprimo, appunto, i miei pensieri. Sono diversi, riguardano tanti campi della mia vita, dai più semplici ai più seri. Pensare aiuta, aiuta ad organizzarsi la vita, a sapere sempre quale sia la cosa giusta da fare, o almeno a fare ciò che noi, secondo la nostra etica, riteniamo giusto.

Dicono che sia la cosa che ci distanzia dagli animali in senso stretto, che ci eleva a creature superiori di questo mondo.

Sei d'accordo anche tu, no? Il problema è che il pensiero ci uccide. O almeno ci suicidiamo con esso.



Questa è la realtà. Uccide le nostre pulsioni, la nostra anima più naturale. Detesto essere in balia dei pensieri altrui. Mi fa proprio incazzare. E dopo mi comporto in modi che non sono miei, che non mi appartengono. Divento acido, sono menefreghista e cattivo. La classica testa-di-cazzo insomma. Forse ho avuto sfiga perchè ho incontrato solo persone troppo-pensanti. O forse è la normalità per tutto il genere umano che non sia maschile. L'uomo dicono ragioni con i coglioni, col cazzo o quello che vi pare. Secondo me non e' questo il punto cruciale, ma bensì il fatto che l'uomo, più spesso di altri, riesce a fare riemergere la sua anima più naturale, il suo io più nascosto. E non mi pare un male. Vedi, al solito, ti chiedo se sei familiare a questa situazione. Per quanto mi riguarda si. Detesto farmi (e la gente che si fa) dei problemi per delle cazzate micidiali. Ma soprattutto detesto farmi (e la gente che si fa) dei problemi per evitare di soffrire. Mi spiego. Siamo tutti d'accordo che stare male non sia piacevole, e che lo stare male senza alcun motivo sia totalmente inutile. Ma a volte si esagera nella ricerca della non sofferenza.Guardiamoci negli occhi, ma soprattutto guardiamoci allo specchio.

Siamo degli stupidi idioti se pensiamo con la nostra mente di riuscire a fermare la sofferenza, il dolore che gli altri ci potrebbero causare.

E' proprio qui il nocciolo della questione. Il pensiero ci ferma perchè abbiamo paura che in un futuro, per una determinata situazione soffriremo. Ma ti rendi conto della bestialità di tale comportamento? Fermarsi? E poi per cosa? Siamo schietti e sinceri. Nella vita ci sono situazioni che sono piacevoli e che non lo sono. Per quanto riguarda le prime bisogna accoglierle, viverle al 100% senza avere paura delle conseguenze. Buttiamoci in queste, assorbiamole. E se poi ci faranno stare male, pazienza. Non è forse valsa la pena quel singolo istante di felicita'? Ogni singolo istante della nostra vita, in cui siamo felici, in cui possiamo sentirci in pace con noi stessi vale la sofferenza che dopo POTREMMO provare. Tanto soffriremo prima o poi. E' il nostro destino, la nostra matrice operativa. Almeno cerchiamo di soffrire per qualcosa che sia utile alla nostra vita e alla nostra felicità.
~Giacomo~



P.S. Diciamo pure che in quel periodo ero moderatamente incazzato....

domenica 17 maggio 2009

Help me, I have fallen. I can't get up...(dal mio vecchio blog)

Mi piace fare giochini magici ogni tanto. Vedere la faccia stupita delle persone quando si trovano davanti ad un fenomeno che non riescono a spiegare, quando in realtà è tutto lì, davanti ai loro occhi. Un rapido passaggio e ciò che prima era adesso non è più. Uso carte, palline, fazzoletti, eppure mi piacerebbe fare come i veri illusionisti. Vorrei poter uscire da una gabbia piena d'acqua con le manette ai polsi e una corda attorno al collo. Invece non posso. E non ci riesco. E ho paura di annegare, tanta paura. Sono rinchiuso dentro una di queste gabbie da Dicembre dell'anno scorso, legato, imbavagliato. Appena riesco a liberarmi da qualcosa, mi rendo conto che non basta, che altri nodi mi stringono e mi ancorano al fondo.

Nodi duri, catene, che si avvolgono alla mia mente senza lasciarla andare, che stritolano tutte le mie speranze, che uccidono la mia volontà.

Sto incominciando a soffocare, ad essere carente di ossigeno. Non ho intenzione di sottostare a questo maledetto gioco.

Ne uscirò, a costo di sfasciare a pugni la gabbia che mi imprigiona.

~Giacomo~

P.S. Adesso sto decisamente meglio, ma in quel periodo ero veramente distrutto, tuttavia mi piace molto quello che ho scritto, e mi sembrava giusto recuperarlo.

mercoledì 13 maggio 2009

L’eterno splendore della mente immacolata.

Mi sono spesso sentito così. Vedevo la mia mente vuota, non perché non pensassi alle cose, ma semplicemente perché nonostante cercassi di riempirla di tutto questa rimaneva sempre immacolata, immacolata nel senso di nera, di un nero che rimaneva splendente nella sua perfezione. Un nero avvolgente, che mi faceva pensare di stare meglio.



Ho imparato a stare da solo, a contare solo su me stesso,
non perché non avessi qualcuno che mi aiutasse,
semplicemente volevo che fosse così.

Volevo stare da solo per imparare ad essere forte, imparare ad essere forte per tutti.

Tutto ciò che mi aveva affossato non era nulla, perché io non temevo paure, non temevo sconvolgimenti. Avevo deciso, nulla mi avrebbe più scalfito.
Ma non capivo, non sapevo. Dentro di me cambiavo, diventavo diverso, più cinico, più disilluso.
Poi tutto è cambiato. In un giorno, in un mese. Ho visto te.
E non capivo. Mi incuriosivi, mi attraevi, ma in un modo strano. I tuoi silenzi, la tua timidezza.
All’inizio era un qualcosa, e come tante altre volte non sapevo che cosa provavo, che cosa volevo. E tu mi investivi, mano a mano che ti facevi più vicina a me.
Che stupido, io ti spingevo...perchè non capivo come potessi voler essere vicino a me, e non a qualcun altro, perchè non capivo cosa dovessi fare.
E la cosa bella era che non dovevo fare nulla, ma essere semplicemente me...
E tu con pazienza hai aspettato, sapevi già come sono fatto, sapevi che sarebbe stata questione di tempo perchè capissi cosa provavo.
Ho seguito la tua luce, che timida mi ha iniziato ad illuminare l’animo, ancora una volta, quando non lo pensavo possibile.



Grazie di avermi illuminato la vita.

~Giacomo~